La notizia della dichiarazione di guerra alla Francia non diede altro che il via a un risentimento nazionale anti-italiano che portò a una selvaggia caccia all’italiano.
Un odio soprattutto di governanti francesi i quali premeditano e ordinano gli arresti di massa con l’aggiunta personale d’inaudita brutalità; è un odio totale e folle che al passaggio degli italiani inquadrati, al transito dei convogli, carri bestiame, inveiscono e offendono gli italiani destinati ai campi di concentramento con ritornelli miserabili, “sale Italien! sale macaroni!”
Nei campi di concentramento gli italiani sono
addensati in ambienti immondi e sottoposti a torture e sevizie di aguzzini
compiacenti. Se la guerra dell’Italia alla Francia poneva in evidenza il
drammatico problema della situazione in cui veniva a trovarsi la grande massa
degli italiani in Francia nessuno poteva immaginare tanta ferocia e tanta
stupidità scatenate contro gli italiani. Si resta allibiti nel considerare che
questi francesi in uno dei momenti più tragici della loro storia, quando i
tedeschi erano alle porte di Parigi, quando il loro esercito fuggiva in un
disordine incredibile, quando per le strade di Francia i civili si
schiacciavano a vicenda per trovare una disperata via di scampo, abbiano potuto
e voluto mobilitare una piccola armata di poliziotti e organizzare degli
interminabili treni facendoli passeggiare attraverso tutto il paese via
Rennes-Bordeaux e Tolosa. Sono andati alla caccia degli italiani con un eroismo
spregiudicato e con una fretta rabbiosa tutta la notte dal 10 all’11 e tutto il
giorno dell’11 e 12 giugno nelle strade, nelle case, negli uffici facendo
scendere dai letti infermi o ammalati.
Rapporto del R.V. Console reggente di
Parigi al Ministero degli Affari Esteri che potete trovare qui


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