martedì 24 febbraio 2026

Giugno 1940 in Francia: arresti e rastrellamenti di civili italiani



La notizia della dichiarazione di guerra alla Francia non diede altro che il via a un risentimento nazionale anti-italiano che portò a una selvaggia caccia all’italiano.
Un odio soprattutto di governanti francesi i quali premeditano e ordinano gli arresti di massa con l’aggiunta personale d’inaudita brutalità; è un odio totale e folle che al passaggio degli italiani inquadrati, al transito dei convogli, carri bestiame, inveiscono e offendono gli italiani destinati ai campi di concentramento con ritornelli miserabili, “sale Italien! sale macaroni!”



Nei campi di concentramento gli italiani sono addensati in ambienti immondi e sottoposti a torture e sevizie di aguzzini compiacenti. Se la guerra dell’Italia alla Francia poneva in evidenza il drammatico problema della situazione in cui veniva a trovarsi la grande massa degli italiani in Francia nessuno poteva immaginare tanta ferocia e tanta stupidità scatenate contro gli italiani. Si resta allibiti nel considerare che questi francesi in uno dei momenti più tragici della loro storia, quando i tedeschi erano alle porte di Parigi, quando il loro esercito fuggiva in un disordine incredibile, quando per le strade di Francia i civili si schiacciavano a vicenda per trovare una disperata via di scampo, abbiano potuto e voluto mobilitare una piccola armata di poliziotti e organizzare degli interminabili treni facendoli passeggiare attraverso tutto il paese via Rennes-Bordeaux e Tolosa. Sono andati alla caccia degli italiani con un eroismo spregiudicato e con una fretta rabbiosa tutta la notte dal 10 all’11 e tutto il giorno dell’11 e 12 giugno nelle strade, nelle case, negli uffici facendo scendere dai letti infermi o ammalati.                                                                             



Rapporto del R.V. Console reggente di Parigi al Ministero degli Affari Esteri che potete trovare  qui 

 


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