Il 27 luglio 1943, nel campo di concentramento americano n.100 di Masagan (Casablanca), avvenne un episodio che i testimoni descrissero come segnato da crudeltà e sadismo delle sentinelle marocchine.
Da circa quindici giorni ai prigionieri non veniva distribuito tabacco, e le guardie incoraggiavano un mercato clandestino, scambiando sigarette con sapone o denaro.
Diversi testimoni raccontarono che una sentinella della torretta n.18 prima lanciò tabacco ai prigionieri e poi, con freddezza, imbracciò il fucile, prese la mira e sparò verso un gruppo di soldati disarmati all’interno del campo.
Il colpo colpì al petto il carabiniere Belli Angelo classe 1907, che crollò immediatamente a terra.
I compagni tentarono di soccorrerlo, ma la stessa guardia minacciò con il fucile chi cercava di avvicinarsi, impedendo i primi soccorsi mentre il ferito agonizzava.
Solo dopo circa mezz’ora arrivò un’ambulanza americana.
L’episodio suscitò forte indignazione tra i detenuti, soprattutto quando alcuni ufficiali francesi, invece di condannare l’accaduto, si congratularono con la sentinella, offrendole una sigaretta e battendole una mano sulla spalla.
Per molti prigionieri quel gesto confermò un clima di brutalità e impunità, in cui la vita di un soldato prigioniero poteva essere spezzata per un atto di puro arbitrio.

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