Il trattamento riservato loro è disumano: nessuna igiene, nessuna assistenza sanitaria, ogni minima mancanza diventa motivo di maltrattamento.
Il 17 marzo 1944, il caporale PERRIGONE protesta per l’insufficienza del cibo. È insultato e minacciato; lui e i compagni si ritirano nell’alloggio, astenendosi dal lavoro.
Alle 14:30 arriva il proprietario, accompagnato da un maresciallo e sei militari francesi armati. Per intimidire i prigionieri, il maresciallo simula una fucilazione e li costringe a preparare gli zaini e scendere nel cortile. Durante l’operazione, i soldati rubano tutti i generi di conforto: sigarette, sapone e altri beni.
Nel cortile i prigionieri subiscono sevizie: insulti, bastonate, sputi e marcia in ginocchio con lo zaino sulle spalle.
Il più colpito è PERRIGONE, ancora impossibilitato a lavorare dopo quattro giorni. I soldati CAFISO e BUFFA riportano ferite da baionetta.
⚠️ Una testimonianza terribile della crudeltà subita dai prigionieri italiani.
La documentazione è stata raccolta, analizzata e descritta nel presente volume.


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