6.10.1944. Era diretto a Orvieto per servizio il carabiniere Ottavio Rescolini, quando salì su un treno della Croce Rossa Alleata. Il convoglio aveva già iniziato la sua corsa e procedeva a forte velocità quando alcuni soldati alleati, tra cui militari britannici, gli ordinarono di scendere.
Rescolini si rifiutò, consapevole del pericolo che avrebbe corso saltando da un treno in movimento. La situazione, tuttavia, degenerò rapidamente: secondo il racconto dell'episodio, i soldati gli tolsero la bustina e gli gettarono sul volto un secchio d'acqua, quindi lo afferrarono con la forza mentre cercava di rimanere aggrappato alla sporgenza del vagone e lo fecero precipitare sulla strada ferrata.
I macchinisti italiani si accorsero dell'accaduto e fermarono il convoglio. Scesero dal treno e raggiunsero il carabiniere, prestando immediatamente i primi soccorsi. Rescolini, gravemente ferito, venne quindi trasportato all'Ospedale Civile di Orvieto, dove fu ricoverato con prognosi riservata.
Una vicenda drammatica, avvenuta nel difficile contesto dell'Italia attraversata dalla guerra, che racconta quanto potessero essere imprevedibili e pericolosi anche gli spostamenti quotidiani di un militare in servizio.
L’episodio è documentato da atti rinvenuti presso l’Archivio Centrale dello Stato di Roma, mentre una copia della documentazione è conservata nell’archivio dell’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate.
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