venerdì 3 aprile 2026

Porto Sant'Elpidio (FM). Aereo in volo radente, decapitato giovane pescatore.


Il 4 maggio 1945, alle 9:30 del mattino, l’aria era calma lungo il fiume dove il quindicenne Papi Ezio era andato a pescare. La guerra stava finendo e, nonostante tutto, quella mattina sembrava quasi normale. Il ragazzo sedeva sulla riva con la canna da pesca, osservando l’acqua muoversi lentamente sotto il sole di primavera.


All’improvviso si udì il rombo di un aereo. Un apparecchio inglese comparve all’orizzonte e si abbassò rapidamente, volando incredibilmente vicino al terreno. Il rumore del motore ruppe il silenzio della campagna, spaventando gli uccelli e facendo tremare le foglie degli alberi.

Ezio alzò lo sguardo, sorpreso da quel passaggio così basso. L’aereo sfrecciò a una velocità impressionante, rasentando il terreno come se stesse sfidando i campi e il vento. Fu un attimo, un istante brevissimo.

                                  

Quando il rombo del motore si allontanò, la quiete tornò improvvisamente sulla riva del fiume. Ma quella mattina di primavera, che sembrava così tranquilla, si trasformò in una tragedia improvvisa e assurda. Il giovane Ezio, appena quindicenne, perse la vita (decapitato) in quell’evento drammatico, lasciando sgomento e dolore tra chi avrebbe poi raccontato quella terribile mattina del 4 maggio 1945.    

L’episodio è documentato da atti rinvenuti presso l’Archivio Centrale dello Stato di Roma, mentre una copia della documentazione è conservata nell’archivio dell’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate.

Resta, inevitabile, una domanda che attraversa il tempo e la coscienza: era davvero necessario un volo così pericoloso? Esporre civili innocenti a un rischio tanto elevato, fino a provocare la morte di un ragazzo, appare oggi difficile da comprendere. Proprio in quei giorni, molti italiani guardavano agli Alleati come al simbolo della fine della guerra, della liberazione e della speranza. E invece, per qualcuno, quell’attesa si trasformò tragicamente nell’inizio di un dolore irreparabile.


             👉 Sito Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate e delle truppe Alleate 👈

Nessun commento:

Posta un commento

La Medaglia d’Oro al Merito Civile e la memoria delle marocchinate: il ringraziamento dell’ANVM al Comune di Sezze

L’ ANVM desidera esprimere un sentito ringraziamento al Comune di Sezze , al Sindaco, a tutti i Consiglieri comunali e in particolare al Co...