L’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate esprime ferma contrarietà al progetto di dedicare un museo a George S. Patton a Gela. Per l’Associazione, questa iniziativa non è solo inopportuna, ma rappresenta una profonda offesa verso le vittime innocenti delle azioni americane durante la Battaglia di Sicilia, in particolare i prigionieri italiani e tedeschi arresi, molti dei quali uccisi senza motivo dai soldati statunitensi.
Il generale Patton, documentano fonti storiche, motivava i suoi soldati con discorsi duri e violenti, invitandoli a non rispettare i prigionieri, a “mirare tra la terza e la quarta costola” e a creare “una divisione di killer”, atteggiamento che contribuì a gravi crimini di guerra, come il massacro di Biscari (14 luglio 1943), dove soldati italiani e tedeschi arresi furono fucilati.
L’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate si dichiara inoltre contraria a tutte le iniziative che celebrano i criminali e non i crimini commessi, ritenendo che la memoria storica debba rispettare le vittime innocenti e il dolore ancora vivo nelle famiglie siciliane. Le vittime di tali crimini devono essere ricordate, perché il loro sacrificio e la loro sofferenza non vengano mai dimenticati.
Per l’Associazione, intitolare un museo a Patton significa celebrare un personaggio storico controverso, ignorando le vittime innocenti e rischiando di essere divisorio e offensivo, invece di favorire la memoria storica e la giusta educazione sulle tragedie della guerra.
In sintesi: per l’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate, Patton non può essere celebrato a Gela, perché la sua figura è indissolubilmente legata a episodi di violenza contro chi non poteva difendersi, e le vittime meritano di essere ricordate con rispetto e dignità.
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