"Seppure in Europa De Gaulle sia stato un simbolo della destra, in Italia non lo è mai stato e non può diventarlo oggi — dichiara Ciotti Presidente ANVM —. Per la nostra cultura politica, proporlo come riferimento è un paradosso paragonabile a chi volesse identificare il generale Tito come modello per la sinistra italiana". Ciotti punta l'indice sulle responsabilità della Francia gollista nella gestione dei prigionieri italiani in Africa Occidentale: "Migliaia di nostri soldati subirono torture di ogni genere ed esecuzioni sommarie; una strage che conta tra i 5.000 e i 10.000 morti".
Il Presidente richiama infine il dramma delle 'Marocchinate', con circa 60.000 donne violate dalle truppe coloniali francesi nel 1944. "Considerato che il Generale Vannacci ha rappresentato e rappresenta per molti italiani e militari un punto di riferimento — conclude — ha il dovere di avere massimo rispetto e considerazione per i soldati e i civili morti sotto il governo di De Gaulle. La verità storica deve prevalere sulle simbologie: chiediamo di rivedere il manifesto per non offendere la memoria nazionale".
